More Website Templates @ TemplateMonster.com. November 21, 2011!

Alì’nghiastrë, era da tempo che questo nome ritornava, scritto sui cartelli, sulle pagine di alcuni giornali, mi era capitato di vederlo stampato persino sulla copertina di un disco.
Alì’nghiastrë, un nome a cui è difficile attribuire un significato, alì’nghiastrë, ho sempre pensato che fosse un insieme di errori di stampa, forse una parola onomatopeica.  
A pronunciarlo mi venivano in mente delle donne, legate ad un albero, che grattano con le unghie la corteccia e gridano il loro nome, "Alì’nghiastrë!", con tutto il fiato che hanno in corpo.

Gli Alì’nghiastrë nascono nel 1998 come un accidente.
Starnutendo guariscono i raffreddori, i malumori, la noia e spalmano poi balsamo sulle ferite aperte.
Col tempo portano un po’ di assolata calura ai piedi degli abeti bianchi, presentano le cicale ai grilli e preparano grandi coppe di olive nere soffritte che distribuiscono ai passanti dopo aver letto loro il destino nelle scie di sale.
La sera poi si ritrovano in strada a suonare ai vecchi le melodie delle loro giornate, a guardarli stupefatti delle loro stesse lacrime, a lanciare saluti e colpi di tosse dalle finestre. Si piegano di fronte all’annunciarsi della notte e si fanno piccoli e agili, seguono la rapida corsa dei gechi sui muri fino alla luce di qualche lampada elettrica che concede loro l’ennesima possibilità di ricevere applausi per i loro denti bianchi, per le loro braccia spalancate e per i loro occhi colmi d'intenzioni.

 

DOWNLOAD:

BROCHURE breve

BROCHURE lunga

 

Sara Giovinazzi

la cosa che mi ha sempre affascinato della musica popolare, o meglio della musica di tradizione, è il fatto che sa dare costantemente voce alle parti più dirette e meno edulcorate dell’essere umano. Che non ha mediazioni. E infatti non si possono avere mediazioni quando si parla di lavoro, amore, morte, vita, sfruttamento, fatica. La musica popolare imbastisce piuttosto metafore, sguscia tra doppi, tripli, multipli sensi, ma non può mentire, come non possono mentire lo stomaco, le braccia, i piedi, le mani. E questa abilità per me è arte allo stato puro.

A Trento nel 1998 fonda, insieme al chitarrista Ulrich Sandner, il gruppo di musica popolare Alì’nghiastrë. Con questa formazione costantemente in movimento sonoro e umano, suona in regione, fuori regione e oltre.

Nel 2011 arriva Venti Buoni Motivi il disco del decennale degli Alì’nghiastrë uscito nella collana BlockNota edita dall’etichetta friulana Nota di Valter Colle. Il disco raccoglie venti brani del repertorio storico e recente del gruppo, accompagnati da un corposo libretto scritto da Sara in cui visioni e suggestioni oniche si intrecciano all’ascolto.

Dal 2012 Sara entra come linfa musicale nella Bottega Buffa CircoVacanti di Trento, un collettivo culturale che si occupa di ricerca, produzione e divulgazione delle arti sceniche e musicali.
Il viaggio tra gli elementi naturali riconduce all’antico e a quella ancestrale necessità umana di contatto con i luoghi dove fermenta l’immaginario umano, individuale e collettivo.

 

Sara Giovinazzi

voce, chitarra battente, tamburello, organetto

 

Enrico Breanza

Dalla metà degli anni novanta affianca alle attività artistiche, anche quella d’insegnate di chitarra moderna presso varie scuole musicali private tra cui il Centro Studi Musicali di Verona e l'Accademia di Musica Moderna a Trento. Negli ultimi anni si è affacciato un nuovo interesse per la musica per teatro e danza, ma soprattutto una rinnovata attività solistica di improvvisatore.
Negli ultimi tempi sta approfondendo lo studio delle tecniche vocali, secondo il metodo Rohmert, presso il Conservatorio “Pollini” di Padova.

Sara Giovinazzi

chitarre

 

Lucia Cabrera

Nata a San José in Costa Rica, ha iniziato a sei anni studi artistici multidisciplinari e di violino al "Conservatorio de Castella", fino a conseguire il diploma. All'età di diciotto anni si è trasferita a Berlino per continuare gli studi musicali, instaurando collaborazioni con diverse realtà musicali, tra cui “Das Sinfonie Orchester Berlin” e “Harmonie Ensemble Berlin”. L'incontro con le più diverse culture che questa città cosmopolita offre la segna profondamente, facendo crescere in lei la curiosità di scoprire e capire nuovi mondi a:raverso i loro suoni e le loro musiche.

Sara Giovinazzi

violino

 

Gianmaria Stelzer

A quattro anni viene iscritto alla scuola musicale “I Minipolifonici”, che lascerà, una volta completato il percorso di studi interno come violoncellista, nel 2006. Dopo avere conseguito la maturità classica si iscrive alla Facoltà di Ingegneria Ambientale di Trento, ma il violoncello è una presenza da conoscere a fondo perché troppo importante nella sua quotidianità: suona infatti in due orchestre giovanili, nel gruppo folk “Alì’nghiastrë”, nell’ensamble prog-rock “Anonima Stendhal”, nel quartetto jazz “Moebius” e collabora con cantautori, gruppi e la compagnia teatrale “Alma Rosé”; si iscrive perciò nel 2007 alla Civica Scuola di liuteria del Comune di Milano.

Sara Giovinazzi

violoncello (e Mastro Liutaio)